Archivio Concerti 2026
One More Blues
Aspettando la Befana in Blues con i One More Blues di Mario Biagini
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One More Blues
Gli One More Blues vi accompagneranno in un viaggio nel tempo, alla ricerca delle radici della musica nera dagli inizi del secolo scorso fino alla metà degli anni 70. Dalle paludi del delta del Mississipi, a Chicago e Detroit, fino alla swinging London. Da Bukka White e Robert Johnson, attraverso Willie Dixon, Bo Diddley e Muddy Waters, fino ad Eric Clapton e gli Stones. Non mancherà un'incursione nel mondo Soul e Rhytm and blues, con alcuni classici Motown e Stax.
Sette musicisti romani, provenienti da diverse esperienze e percorsi musicali, ma accomunati da un autentico amore per il blues. Tra loro mi preme ricordare il batterista Luca Biagini, per anni metronomo impeccabile degli Apple Pies, storico tributo Beatles della capitale, l'armonicista Giuseppe Prosperi, che ha preso parte all'ultimo tour di Alex Britti ed il pianista Luciano Gargiulo, per anni nella band del mitico Roberto Ciotti. Chissà se il frontman saprà essere all'altezza.....
The Bulldogs
Enjoying70
Un allegro viaggio negli anni 60/70 con gli Enjoying70
Tutta l'atmosfera originale degli anni 60 e 70 ! Con noi si canta, si sogna e si
balla! Nella Capitale da oltre 10 anni anni, i 5 elementi del gruppo si divertono
ancora a folleggiare insieme a voi !
Stefano Della Rovere Piano, keyboards, lead voice, chorus
Maurizio Matrisciano guitar, voice, chorus
Guido Giorgi Gori lead guitar, lead voice, chorus
Stefano Scoarughi bass,
Tiziano Cofanelli drum.
Riding Sixties
I RIDING SIXTIES nascono nel 1992 dall' humus creativo del Big Mama di Roma.
Sono stati e restano la prima cover band degli Stones in Italia. La loro scelta
e filosofia musicale e' subito rigorosamente orientata verso la rivisitazione
del sound inglese degli anni Sessanta. Attenzione pero': nessuna nostalgia!
Niente "Sapore di Mare" e "Favolosi Anni Sessanta", ma neanche facili
riedizioni e aggiornamenti, considerati blasfemi.
Dice Piero Tirabassi: "Non ne potevamo piu' di sentire brani "sacri" come, che
so, "Honky Tonk Women" maltrattati con multieffetti digitali, tastiere e
ritmiche funky con la pretesa di riarrangiarli. Non puoi riarrangiare
Beethoven, tutt'al piu' puoi svolazzargli intorno, come ha fatto il grande
Chuck Berry". Quello dei RIDING SIXTIES e' un ritorno, puntigliosamente
filologico e divertito, alle radici del Beat britannico: Troggs, Them, Kings,
Animals, con un sound marcato Stones ed una sensibilità forgiata con Dylan e i
Beatles. I loro arrangiamenti dimostrano una profonda conoscenza dei 45 giri
dei '60 e una rara sapienza nell' uso appropriato di timbriche vintage con
strumenti (anche rari) d'epoca (p.es. chitarra e basso VOX Starstream a
goccia). Il tutto eseguito con vigore e condito con ricche armonie vocali
(cantano in cinque!) Lo spettacolo ha un notevole impatto visivo grazie anche
alla loro personalità scenica e agli splendidi abiti di cui sono anche
designer. Ma sentiamo Enzo Civitareale, che ha fatto in tempo a suonare la
batteria addirittura con i Corvi: "Non ci consideriamo un gruppo, ma una setta,
o, se preferite, una fondazione in difesa del sound scarno, dolce e ispido del
periodo magico della British Invasion.
LIVE: i RIDING SIXTIES propongono dal vivo 3 distinti spettacoli tematici:
"ROLLING STONES LEGEND": la musica degli Stones di Brian Jones, di quel momento
stregato e sulfureo che costituisce la pietra angolare della loro carriera e
della storia del Rock. "BEAT DEGENERATION": da Liverpool ha infiammato tutto
il mondo. BEAT il nome di battesimo del ROCK, un dialetto musicale parlato con
gli accenti di BEATLES, KINKS, WHO, ANIMALS, YARDBIRDS..., ma pure EQUIPE 84,
NOMADI, CORVI, ROKES ... insomma: Capelloni, Shake, Stivaletti, Minigonne,
Carnaby Street, Kitch e Utopia, Cult e Trash, evergreen per tutti e chicche per
intenditori."MR RAMBOURINE BAND": la musica di Dylan attraverso il sound degli
artisti che lo hanno interpretato, dai Byrds a Hendrix, dai Rolling Stones al
più imprevedibile e irriverente di tutti, lo stesso Bob Dylan. Il tutto
rigorosamente rivissuto attraverso il sound dei Riding.
Dischi: I Riding hanno inciso 2 CD: Beat (live at Big Mama, 1978) e Coverband
(2007) con l' omonimo brano originale: un manifesto autoironico sull' arte e la
missione delle cover.
FM3